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Canapa e arte

Flower Art: connubio perfetto tra canapa e arte

E dal mondo primitivo (e non solo) giungono fino a noi, comuni mortali, indiscrezioni circa l’utilizzo dei fiori di cannabis come prodotto impiegato per ottenere una fibra tessile molto resistente. L’arte tessile, fin dagli albori, ha poggiato le sue solide basi sulla materia prima ottenuta dalla canapa, realizzando prodotti di elevata qualità. Fonti antiche attestano il commercio e uso, anche, in Italia dove le potenze commerciali marittime delle Repubbliche Marinare la scelsero come materia prima per la costruzione di cime e vele usate sulle navi che salpavano dai più importanti porti per dirigersi verso mete da conquistare.

Ciò che forse molti di voi non sanno è che Cristoforo Colombo, nella sua spedizione (attraverso la quale scoprì l’America) portò con sé diversi sacchi di semi di Cannabis sativa. I semi avevano uno scopo ben preciso. In caso di naufragio, laddove i marinai si fossero incontrati su terraferma, sarebbero serviti dei semi per coltivare il materiale per le loro attrezzature e il cibo con cui alimentarsi. Come tutti sappiamo, il viaggio di Colombo non ebbe alcun incidente. Ci sembra piuttosto plausibile pensare che Colombo e i suoi marinai avessero anche trovato un uso più creativo per i semi che si erano portati appresso. Inoltre, secondo autorevoli fonti, le vele delle caravelle più famose della storia, ovvero la Niña, la Pinta e la Santa María (indicativo e lungimirante appellativo!) furono costruite con la nostra adorata canapa.

E anche dal mondo dell’artigianato arrivano grosse soddisfazioni. Infatti è testimoniato come la fibra tessile derivata dai fiori di canapa venisse lavorata per la realizzazione di tovaglie domestiche, soprattutto, in Emilia Romagna.

Ma il suo uso non si ferma qui. Infatti, anche, il mondo dell’arte usufruì (e tutt’ora ne usufruisce) della canapa per realizzare capolavori dal valore eterno. Influenti e stravaganti pittori, come Leonardo Da Vinci, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso e Michelangelo utilizzarono tele di canapa e colori ad olio di canapa.

Interessante è sottolineare come la parola “canvas“, termine anglosassone che viene usato attualmente per indicare qualsiasi tipo di tela pittorica, ha origine, probabilmente, dal termine latino “cannapaceus“ con il significato letterario di “fatto di canapa”.

La caratteristica unica che spinse questi artisti a farne uso è la resistenza alle usure del tempo, ad esempio, dimostrata dalla Cappella Sistina, interamente rinfrescata con questi colori all’olio di canapa, o dai quadri più famosi, oggi, ammirabili nei vari musei internazionali. Altre peculiarità che spinsero gli illustri artisti ad adoperare la canapa per i loro lavori si sostanziano nel fatto che questa pianta risulta essere una fibra tessile resistente alla muffa, al calore e agli insetti, oltre a non subire danni dalle fonti di luce.

Le potenzialità della nostra artista “Maria” descritte, fino a qui, sono osservabili in specifici capolavori tra cui vanno menzionati: “l’Autoritratto” di Vincent Van Gogh del 1889 (Olio su tela di canapa), “l’Autoritratto” di Leonardo Da Vinci del 1515 circa, realizzato su carta di canapa e lino, “Autoritratto” di Harmenszoon van Rijn Rembrandt del 1661 (Olio su tela di canapa) ed infine nel dipinto “Il Mercante dei pesci” di Adrian Van Ostade del 1672 (Olio su tela di canapa).

Insomma, un grazie di cuore va, sicuramente, ai nostri fiori che hanno contribuito, attraverso il loro impiego, ad arricchire la storia dell’arte in tutte le sue svariate forme.

Scopri il nostro fiore Flower Art il cui nome è stato ispirato a questa storia.

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